“A volte le parolenon bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le​ ​emozioni.”
A.Baricco

In determinati periodi della vita, specie in adolescenza, è risaputo che emozioni e sentimenti si susseguano senza sosta: rabbia, desiderio, paura, gioia, noia, esaltazione, tristezza, allegria, solitudine, vuoto, vergogna, insicurezza, attrazione e così via.

La presenza di ognuna di queste emozioni è fondamentale per un sano sviluppo della propria personalità, tuttavia può capitare che il non riuscire a gestirle possa spaventare al punto di far vivere dei veri e propri momenti di blocco e difficoltà.

Vien da sé quanto vivere le proprie emozioni, conoscerle, esprimerle, esserne consapevoli ed essere in grado di riconoscerle anche negli altri, sia importante al fine di non sentirsi da esse sopraffatti.

Sostenere i più giovani in una crescita emotivamente equilibrata è diventato un compito sempre più complesso.

Attraverso l’esperienza clinica del lavoro con gli adolescenti e i giovani adulti, nonché sulla mera osservazione delle dinamiche che caratterizzano la società attuale, è sempre più frequente riscontrare, in questa specifica fascia d’età, più accentuati disturbi relativi alla sfera emotiva e comportamentale, spesso prodromi dell’instaurarsi di meccanismi disfunzionali che possono ripercuotersi negativamente anche nell’età adulta.

Basti pensare a problematiche quali l’aggressività, la demotivazione, l’incapacità di accettare le regole, il bullismo, l’ansia…solo per citarne alcune tra le più frequenti.

Da tali presupposti nasce la necessità di proporre un percorso di “educazione razionale emotiva” per ragazzi, che sia in grado di promuovere le competenze emotive, come ad esempio l’empatia, attraverso il confronto e la condivisione all’interno di un gruppo di pari.

L’Educazione Razionale-Emotiva si basa sul presupposto che è possibile favorire il benessere emotivo dei più giovani attraverso la trasmissione di conoscenze riguardanti i meccanismi delle emozioni e su quali siano le modalità di pensiero più corrette.

In altre parole, si tratta di un lavoro di “alfabetizzazione emozionale” che guida i ragazzi in un percorso di approfondimento circa gli aspetti più rilevanti delle proprie emozioni.

L’obiettivo è quello di potenziare, in un clima flessibile e dinamico, aspetti dell’intelligenza emotiva in grado di favorire un sano equilibrio nella sfera relazionale.

Lo scopo risulta pertanto quello di educare l’individuo ad affrontare le proprie ed altrui emozioni, imparando ad utilizzare, valorizzare e potenziare le proprie risorse, le proprie capacità di pensare/agire in modo costruttivo.

Numerosi sono gli studi che hanno evidenziato i benefici di percorsi basati sull’educazione razionale- emotiva (Roberts e Di Pietro, 2004) quali interventi in grado di offrire al singolo la possibilità di esporre liberamente le proprie emozioni e i propri pensieri anche attraverso il riconoscimento di sé nelle emozioni e nei pensieri altrui, facilitando un maggior senso di appartenenza al gruppo e di supporto reciproco; uno spazio rappresentato in cui vi sarà anche la possibilità di creare nuovi rapporti amicali.

L’obiettivo principale è promuovere il benessere emotivo/affettivo attraverso lo scambio e la socializzazione nel gruppo di pari.

Gli obiettivi specifici sono:

  • ●  Autoconsapevolezza: saper riconoscere sul nascere e monitorare le proprie emozioni, saper essere consapevoli di sé (caratteristiche- punti forti e punti deboli – aspirazioni – inclinazioni);
  • ●  Verbalizzazione: saper esprimere verbalmente le proprie emozioni e i propri sentimenti.
  • ●  Autocontrollo: saper controllare le dinamiche emozionali e i propri impulsi ad agire in modo immediato, saper resistere e dominare le emozioni e i pensieri per renderli adeguati alla situazione, saper provare e controllare le tensioni, saper osservare e gestire lo stress, l’angoscia, la collera e l’aggressività.
  • ●  Empatia: saper capire e comprendere le emozioni e i sentimenti degli altri.
  • ●  Saper avviare, costruire e tenere in vita relazioni sociali e interpersonali positive e costruttive.
  • ●  Saper gestire il conflitto, assumendolo come aspetto intrinseco alle relazioni umane, ma risolvendolo in modo costruttivo. La dimensione gruppale favorirà la promozione del benessere emotivo attraverso l’attuazione di diverse attività quali brain-storming, role play, cineforum, giochi e attività più prettamente ludiche (selezionate di volta in volta in base alla fascia d’età del gruppo dei partecipanti) tramite le quali l’apprendimento avverrà in un contesto accogliente, partecipativo…e divertente!